“…Schopenhauer, la cui visione dell’uomo è quella di un essere che, aggrappato a una fragile barchetta, si trova gettato nell’immenso oceano della volontà che non ha scopo, non ha fine nè direzione, al quale l’uomo può resistere soltanto a suo rischio e pericolo, e con il quale può venire a patti soltanto se riesce a sbarazzarsi del vano desiderio di mettere ordine in se stesso, di imporsi una disciplina, di crearsi una confortevole dimora in questo selvaggio e imprevedibile elemento…”
Le radici del Romanticismo, di Isaiah Berlin, 1999